Immagini e parole dal Convegno sulla Legalità

di: Claudio Colletti
Foto: Maurizio Parisi
manifesto_liberagravinaSabato pomeriggio si è tenuta a Gravina, al Municipio Vecchio, l’assemblea-dibattito “Legalità, pilastro della civiltà: un progetto per Gravina”.
Una nutrita platea ha affollato la sala della conferenza per ascoltare gli interventi previsti ed ha partecipato ponendo domande ai relatori o presentando idee e pareri, ma anche poesie!!!
L’introduzione è stata affidata ad Angela Faro che ha presentato alcune delle proposte di LiberaGravina relativamente alla questione della legalità. Il candidato sindaco ha esposto i principali punti del programma relativamente alla trasparenza degli atti e delle nomine nelle pubbliche amministrazioni, la proposta di intitolare una via cittadina ai “Caduti della Mafia”, una riforma delle consulenze da affidare a professionisti iscritti in un apposito albo comunale pubblico (laddove possibile con gratuita partecipazione del professionista).
A seguire ha preso la parola il moderatore, il giornalista e scrittore Salvatore Scalia, il quale ha introdotto gli interventi successivi e ha proposto una breve considerazione sul tema della Mafia Invisibile e sul ruolo della scuola nella educazione alla legalità.

faroconvegno_legalita

camardaIl primo relatore, Renato Camarda, del Direttivo Provinciale di Catania di Libera: Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, ha parlato del ruolo di Libera nell’educazione all’antimafia e ha esposto una serie di dati sulla criminalità presente sul territorio etneo. Il Prof. Camarda ha anche presentato il progetto di Libera per le scuole, per il presente anno, realtivo al tema “Responsabilità dell’individuo” e ha invitto i docenti presenti ad aderire. La proposta dello stesso Camarda per Gravina è stato un invito ai giovani della zona a riunirsi e costituire un Presidio di Libera nel territorio cittadino.
cocoAntonio Coco, giovane attivista di LiberaGravina e prossimo candidato al Consiglio Comunale, si è riagganciato all’intervento di Renato Camarda, parlando della presenza di attività di tipo criminale-mafioso sul territorio di Gravina e dintorni, parlando del caso Riela e dei recenti sviluppi del processo “IBLIS”. L’intervento, tagliato con stile di giornalismo di inchiesta di altri tempi, è stato molto apprezzato dagli astanti.
La professoressa Fiumara ha poi parlato del suo trentennale sogno di poter realizzare sui banchi di scuola un programma educativo sull’educazione anti-mafia. Un programma cha possa essere integrato nella proposta formativa e che ponga basi solide su cui potere poggiare le proposte formative didattiche specifiche di ogni scuola relativamente ai progetti annuali sulla legalità. Sogno che presto potrebbe diventare realtà, quanto meno in Sicilia, visto che è in discussione all’ARS un Disegno di Legge che propone la costituzione dell’insegnamento della disciplina “Educazione all’anti-mafia” nelle scuole isolane.

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Chiude il programma l’appassionato intervento di Elena Fava che parla della Fondazione Giuseppe Fava e delle sue attività sul territorio, nonchè del Premio Nazionale che si tiene ogni anno ad inizio gennaio. Il ruolo della Memoria delle Vittime della Mafia è basilare per la educazione all’anti-mafia e la Fondazione Fava si propone di raccogliere tutte le opere di Giuseppe Fava (inchieste, articoli, scritti, ecc.) con l’intento di poterle offrire soprattutto ai giovani come base di studio e occasione di approfodimento.
A conclusione dell’intervento di Elena Fava è iniziato l’effervescente dibattito col pubblico presente in sala con domande relative al ruolo dell’informazione odierna e alla libertà di stampa ai tempi di internet e con richieste di maggiori dettagli sui metodi di attuazione del ddl sull’ora di anti-mafia a scuola.
L’assemblea è stata molto partecipata, con soddisfazione degli organizzatori…molto è stato detto e molto è stato anche proposto, con la speranza di avere oggi iniziato un dibattito ed un confronto che potrà invadere la città ed i dintorni e portare aria nuova nel predemontano etneo.

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